It-bag: le borse più belle.

Le borse più fashion, iconiche, quelle che hanno decretato il successo di Maison di moda e personaggi, entrando a far parte della storia del costume… Alcune donne le considerano un vero e proprio investimento, come Sarah Jessica Parker, la diva di Sex & The City, che ha dichiarato di aver messo da parte due Baguette di Fendi per le sue figlie!

Ma quali sono le borse più belle? E quale storia hanno?

LADY DIOR di Dior
Nasce nel 1995 su richiesta di Bernadette Chirac, allora first lady francese. La borsa è un omaggio a Lady Diana in occasione di una sua visita durante l’inaugurazione di una mostra al Gran Palais di Parigi.
Dior utilizza il motivo a cannage della pelle (texture già usata per la lavorazione di una poltrona) e movimenta la linea pulita e squadrata con charms a forma di lettera, in modo da comporre la parola “Dior”.

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DIX MOTORCYCLE di Balenciaga
Ha un’anima decisamente rock le Dix Motorcycle di Balenciaga, considerata la borsa delle giovani fashioniste. Tasca a cerniera sul fronte, manici con grandi impunture a rilievo, borchie e zip arricchite con frange, ha forma rettangolare e un look adatto a vere bikers…. niente a che vedere con lo stile bon ton di altre It-bag! È disponibile in tre diverse misure, First, City e Work, ed è fatta di morbida pelle che, invecchiando, diventa sempre più bella e preziosa.

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BIRKIN di Hermès
La Birkin è stata creata nel 1984 da Jean-Louis Dumas grazie all’incontro con l’attrice francese Jane Birkin. Seduti vicini durante un volo Parigi-Londra, sembra che la Birkin continuasse a rovistare nella sua borsa in vimini, lamentandosi di quanto fosse difficile trovare un modello capiente ma al tempo stesso femminile ed elegante. Dumas raccoglie la sfida e realizza questo modello, simile alla Kelly ma con pattella divisa in tre sezioni e chiusura a girello.
Nasce così la borsa che ancora oggi è un mito, considerata un vero e proprio investimento. E a questo proposito… sembra che Victoria Beckham abbia “investito” ben 90000 dollari per una Birkin tempestata di diamanti!

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PEEKABOO di Fendi
Ha la caratteristica di avere due bottoni laterali che ne regolano l’ampiezza ed un unico manico su cui è possibile applicare una tracolla. Di forma trapezoidale ha gli interni lavorati con diverse texture, sempre in contrasto con la linea pulita dell’esterno. Bella da portare aperta ma, quando necessario, ha una chiusura a turn clock che la rende più discreta, proteggendola da possibili tentativi di furto.

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CABAT di Bottega Veneta
La Cabat è un perfetto prodotto di design firmato Tomas Meier. Lavorata a mano come se fosse paglia, ha la peculiarità di essere fatta di listini di pelle intrecciata sia all’esterno che all’interno. Una lavorazione unica che la rende un vero capolavoro artigianale. Eccellente esempio di Made in Italy.

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2.55 di CHANEL
Nata nel 1955 è un must have da sempre. In pelle matelassè, con tracollina, viene pensata per donne emancipate e moderne che hanno bisogno di muoversi comodamente, avendo mani libere. Ne esistono in tantissime varianti… anche in pelle di agnello (!!).

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JACKIE di Gucci
La Jackie di Gucci è ispirata a Jacqueline Bouvier, signora Kennedy e poi Onassis. Ha un destino simile alla Kelly di Hermès, infatti diventa famosa dopo che Jackie viene fotografata più volte con al braccio questa borsa. Dalla forma leggermente trapezoidale, in canvas logato, viene riproposta negli anni novanta da Tom Ford, e rinnovata poi anche da Frida Giannini, che con un semplice restyling ne aumenta la capienza. Aggiunta la tracolla e impreziosita con impunture fatte a mano e nappine, diventa più moderna e viene ribattezzata New Jackie.

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KELLY DI HERMÈS
Vera icona, rappresenta davvero un pezzo di storia della moda! Nasce alla fine dell’ottocento, quasi insieme alla Maison Hermès, come borsa porta-sella per chi andava a cavallo. Solo negli anni ’30 viene rivisitata, riducendone sensibilmente il formato, diventando un modello elegante per signora. Alla fine degli anni ’50 arriva al successo grazie alla principessa Grace Kelly che la usa per nascondere la sua gravidanza ai fotografi (stava per arrivare Carolina!). Oggi esiste in vari formati, ma la più richiesta resta la Kelly 32.

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MISS SICILY di Dolce & Gabbana
Miss Sicily è una It-bag decisamente dal sangue mediterraneo. Domenico Dolce e Stefano Gabbana presentano la prima versione nel 2008, con un total look in pitone. Da allora una serie di versioni in texture diverse (nappa, pizzo, macramè, inserti in PVC, rafia, pelli pregiate), ne hanno fatto una borsa sofisticata, da adornare con dettagli-gioiello o con un piccolo borsellino per le monete… sensuale e sofisticata come le donne del Mediterraneo!

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Zainetto PRADA
Nato nel 1980, lo zainetto di Prada conquista un posto nella storia grazie all’innovativo utilizzo di un tessuto in nylon dall’effetto seta, il pocono, che solitamente veniva utilizzato per i paracaduti. Esposto anche al Moma’s di New York, si distingue anche il logo Prada triangolare, ripreso da alcuni modelli di chiusure dei bauli utilizzate in precedenza dal nonno di Miuccia, fondatore della Maison.

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BAGUETTE di Fendi
«Questa borsa è stata la prima ad avere un nome proprio: prima le borse ricevevano il nome del personaggio che le indossava. La Baguette, poi, è nata da una disubbidienza: mi chiesero di fare una borsa minimal, perché eravamo negli anni Novanta, quindi pieno minimalismo, ma io feci la Baguette che è l’esatto opposto: una borsa giocosa, unica perché ogni versione è diversa dalla precedente». Così dichiara Silvia Venturini Fendi che nel 1997 crea la borsa che si porta sotto il braccio, proprio come il famoso pane francese.
Riprodotta in tantissime versioni, alcune semplici altre con lavorazioni e materiali unici e preziosi, come ricami, paillettes, perline, pellami, pellicce o pelle di coccodrillo. Esistono anche edizioni limitate ideate da artisti come Damien Hirst, Richard Prince, e Jeff Koons.

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SPEEDY di Louis Vuitton
Primo bauletto della storia, la Speedy di Louis Vuitton nasce negli anni Venti, diventando subito una delle borse preferite di Audrey Hepburn e Sofia Loren. Un successo enorme che continua ancora oggi grazie alle varie rivisitazioni come la versione Graffiti di Stephen Sprouse, quella Multicolor di Takashi Murakami e le ultime versioni a pois di Yayoi Kusama. Classica la versione monogrammata e la fantasia a scacchiera di Damier Azur.
Il nome “Speedy” è stato scelto da Louis Vuitton in onore dei globe-trotter, cioè tutte quelle persone che negli anni Trenta iniziavano a viaggiare abitualmente da una parte all’altra del mondo.

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