Dalla. Non è un cantante ma un consiglio.

“Adesso basta. Questa situazione mi ha stufato”.
Serena di nome, ma non di fatto, da un paio di mesi a questa parte si sentiva come in un limbo. Una strada senza uscita.

Non aveva più senso rimanere rigida nelle sue convinzioni. Aveva diciannove anni e fino a quel momento aveva vissuto secondo le regole del mondo, quelle che la società e la religione imponevano. Senza riuscire a godersi in tranquillità ogni attimo. Era sempre stata la ragazza affidabile, matura e brava.

Come potevano essere loro sicuri, ministri di Dio e moralisti convinti, che la verità propugnata fosse quella giusta. Come potevano sapere unilateralmente come una ragazza di diciannove anni doveva comportarsi, affrontare le relazioni sociali e cosa era più giusto fare, o meglio, non fare.

No, Serena aveva deciso. Da quel momento avrebbe iniziato a vivere secondo le sue di regole. Non le importava più cosa avessero potuto pensare sua madre e suo padre.
Suo padre. Giusto lui pretendeva una certa condotta da lei. Lui che con la segretaria andava fuori per il weekend di lavoro. Sì, di lavoro. Se così fosse stato, allora Serena sarebbe stata prossima alla presidenza della casa bianca.
Senza parlare poi di sua madre, consapevole ma finta tonta. Legata a quei dogmi religiosi, per cui anche se il matrimonio è finito, si deve resistere, salvare il salvabile e pregare.
“Non accettare la prima cosa che viene, tu devi ambire al meglio” diceva sempre e poi chiudeva gli occhi davanti all’evidenza.

Serena non capiva. Non concepiva la differenza di giudizio tra le azioni maschili e quelle femminili. Suo fratello, ad esempio, in casa era trattato come un re. Lui poteva fare tutto. Poteva uscire con gli amici fino a tardi senza restrizioni di sorta, poteva mangiare quello che voleva e dire ciò che gli passava per la testa. Si lui, infondo, era solo un ragazzo. Mentre Serena a mezzanotte a casa. Non era consono che una ragazza di buona famiglia stesse fuori fino a tardi, o dicesse e facesse determinate cose.
Beh è normale che l’uomo sia considerato il playboy e la donna puttana.

“Basta. Basta. Basta”.
Serena avrebbe dato un taglio a tutto questo. L’avrebbe data senza pensieri. Si l’avrebbe data. Senza preoccupazioni, senza ansia di sorta e la sua famiglia lo avrebbe accettato così, come ogni famiglia moderna fa con i propri figli.
Scese lo sguardo sulle sue mani. Tra queste un libretto blu con una scritta in bella calligrafia.

Diritto Privato: diciotto.
“E anche questa materia è andata”.

 

Dalla. Non è un cantante ma un consiglio.

(Funny Stories)
di Teresa Pitino.

 

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Le Funny Stories sono dei racconti brevi scritti dagli allievi del Corso di scrittura creativa di Naap Academy.
Un divertente gioco stilistico, degli sketch letterari, che si aggiungono alle short stories che potete leggere qui

Buona lettura! 🙂

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